Ciao a tutti! Per questo mio primo articolo ho pensato di portarvi con me a fare un breve giro nel paese in cui sono nata e cresciuta. E poi, chi meglio conosce i luoghi di chi ci vive?

Quindi partiamo, destinazione Santa Brigida (Pontassieve). Il mio paese è una chicca, a ca. 400 m di altezza, tra boschi e campi coltivati; appena arrivati si sente l’odore della campagna.

Siamo circa 800 persone e tutti ci conosciamo. D’estate fa fresco ed ogni inverno c’è almeno una nevicata. Ogni paese ha i propri luoghi di interesse, noi abbiamo: 3 chiese, 3 bar e una farmacia!

Ma cominciamo subito: all’inizio del paese, venendo dalle Sieci, troviamo una cappella dedicata a San Vincenzo Ferreri. Questa, costruita su una vecchia cappella rovinata, fu inaugurata il 24 maggio 1925 ed eretta in memoria dei caduti della Prima Guerra Mondiale. Le spese della costruzione ammontarono a 14000 lire, come risulta dalla Cronistoria di don Virgilio Giorgi (parroco dal 1923 al 1963; la Cronistoria è una redazione giornaliera degli avvenimenti, riguardanti la comunità, dalla metà del XVII secolo).

Sopra la porta, in rosso, si legge una frase di Ugo Foscolo: “A’ generosi, Giusta di gloria dispensiera è morte”. Andando avanti lungo la via principale (Via Piana), al centro del paese, troviamo la Chiesa di Santa Brigida. Ma chi era questa Santa?

La tradizione vuole che intorno all’IX secolo Brigida, una donna di nobili origini proveniente dall’Irlanda (antica scotia), fosse giunta in Italia in aiuto del fratello Andrea (Arcidiacono di Fiesole) molto malato.

Prima della morte, il fratello desiderò che Brigida restasse vicina al luogo della sua sepoltura e così questa si ritirò in eremitaggio in una grotta, presso il mio paese. Qui la Santa si dedicò alla preghiera cibandosi di erbe, frutti di bosco e radici. Si spense nell’anno 885, all’età di 103 anni e fu sepolta vicino alla grotta dove aveva vissuto.

La grotta è ancora oggi esistente e visibile, si trova al di sotto della Chiesa ed è raggiungibile mediante una scalinata alle spalle di quest’ultima. Ai lati delle scale potrete ammirare le sculture in pietra serena di Pietrino, vissuto tra il 1846 e il 1919. Si racconta che questo fosse nano, gobbo e analfabeta, ma che avesse un grandissimo talento artistico; i suoi soggetti preferiti erano animali e forme umane insolite che si ispiravano a simboli presi dalla mitologia.

UN ANEDDOTO: Il 30 agosto i tedeschi fecero saltare alcune case in via Piana. Il 31 agosto ci fu una controffensiva da parte degli anglo-americani: molte cannonate vennero lanciate verso via Piana e la Chiesa, una di queste colpì a morte Attilio Ciani, che si era riparato dai bombardamenti nella Grotta assieme alla figlia. Pare che l’uomo venne visto perché, uscito di notte a controllare la situazione, si era acceso una sigaretta. Morale: fumare fa male.

Ma veniamo al pezzo forte: la Chiesa. Questa fu costruita tra X-XI secolo al di sopra della grotta. Fu ampliata intorno al 1686, a causa dell’aumento della popolazione, come è confermato dalla lapide che si trova in facciata e visibile nella parete che da verso la strada. Nella parete si possono riconoscere due tipi murari: sulla sinistra, stretti filari regolari di pietre squadrate, caratteristico dell’architettura romanica e, sulla destra, blocchi meno regolari e più grandi da collegare all’ampliamento.

Nel 1938 venne inaugurata l’abside, nel 1953 fu buttato giù il campanile a vela per essere sostituito, nel 1954, dal nuovo campanile. Di fronte all’ingresso si trova una piccola piazzetta con una statua della Santa che guarda verso la Chiesa.

Passiamo adesso all’interno. La chiesa è ad un’unica navata, con una pianta ad “L”, il pavimento è in cotto e le pareti sono intonacate ed abbellite con dei tondi, anch’essi in cotto, decorati a bassorilievo con le Stazioni della Via Crucis. Ai lati dell’ingresso, al di sopra delle acquasantiere, si trovano i busti di Santa Brigida e del fratello Andrea, datati al Cinquecento.

Nella parte centrale dell’aula sono presenti due altari che si fronteggiano, al di sopra di quello di sinistra si trova un quadro che rappresenta la Madonna con il Bambino e Angeli (XIV secolo), su quello di destra un crocifisso ligneo cinquecentesco. Sulla parete di sinistra è stato realizzato un Ciborio (piccola edicola dove viene conservata l’ostia) in alberese bianco con una piccola porticina in legno decorata da un simbolo eucaristico ed angeli, risalente al XV secolo.

Sulla parte destra è presente invece un pulpito a balcone in pietra serena, del periodo Rinascimentale, arricchito con scanalature ed ovoli. In fondo all’aula, nel Presbiterio, troviamo l’Altare realizzato in pietra serena, nella cui parte centrale è rappresentato San Giovanni che trafigge il serpente. Al di sopra dell’altare, la semicupola è decorata con un affresco che rappresenta il Cristo Trionfante tra Santi (la prima a sinistra è Santa Brigida).

UNA CURIOSITÀ: Pare che fino al 1819 i defunti fossero sepolti in chiesa e, a seguito dell’abolizione di questa pratica, venne costruito un cimitero di fronte ad essa (per intendersi dove oggi si trova la piazzetta con la statua della Santa). Successivamente, l’11 dicembre 1877 venne ultimato l’odierno cimitero e in questo giorno venne tumulata la prima salma.

Spostiamoci ora in un’altra parte del paese, Doccio e percorrendo una stradina secondaria (via di Monterotondo), arriviamo al “Palazzo” o Villa Leonardi, risalente al Sei-Settecento e risistemato recentemente; i Leonardi possedevano molti terreni intorno al paese. All’imbocco della via troviamo la cappella privata della famiglia, l’Oratorio di S. Francesco, ossia la chiesa di Doccio.

Questa fu edificata nel 1747 e donata alla parrocchia di Santa Brigida in seguito alla morte di Filippo Leonardi (09,08,1916). La Chiesa è stata poi restaurata negli anni ’80, come anche un quadro dei primi del Settecento raffigurante la Madonna che presenta Gesù Bambino a San Francesco, che si trova all’interno.

Al di sopra del paese di trova un’Area Naturale Protetta d’Interesse Locale (ANPIL) di ca. 800 ettari, ma questa è un’altra storia…

COSE DA SAPERE