Foreste Casentinesi: un anellodi due giorni

Foreste Casentinesi: un anellodi due giorni

Nuovo giro, nuova corsa… e nuovo articolo sul blog!
Dopo nove giorni con i miei amici, avevo bisogno di stare un po’ da sola e in silenzio…capita anche a voi?
Sono partita la mattina presto: non c’era nessuno, solo io e il bosco.

Il giro che vi propongo l’ho preso nella sezione Da Rifugio a Rifugio sul sito del Parco, e l’ho risistemato a modo mio ❤️
📏 28,5 km
⬆️ 1600 m D+
📍 Partenza consigliata: Borbotto (ma potete partire anche dalla Calla)

👉🏻 Io ve lo imposterei così:
Giorno 1: Borbotto → Campigna

Gorga Nera, Capo d’Arno, Lago degli Idoli, Falterona, Falco, Burraia, Calla, Fosso della Ruota, Bivacco Ballatoio, Fosso Abetio, Villaneta, Campigna. Prima tappa ICONICA, con tutti i posti più belli e una valle inaspettata. Tosta.

🥾 20 km x 1150 m D+

Pernotto: Albergo Lo Scoiattolo

A Campigna c’è un piccolo museo forestale dedicato a Guido Campadelli (1942–2002), entomologo che ha passato molto tempo nelle foreste. Le conosceva davvero centimetro per centimetro: ci trascorreva giornate intere, osservando, annotando, riflettendo…

Dentro al museo potete trovare una riproduzione della Rosalia alpina (non a grandezza naturale, eh).
Ma cos’è questo cerambice del faggio (si chiama anche così)?
E’ un coleottero bellissimo, lungo circa 4–5 cm, di colore azzurro‑celeste con macchie nere, mentre le lunghe antenne alternano segmenti neri e azzurri.
Nonostante il nome, non vive solo sulle Alpi: si chiama così perché il primo esemplare studiato da Linnaeus nel 1758 arrivava da lì. In realtà la Rosalia è molto legata alle faggete mature (vecchie), dove trova il suo habitat ideale!
Da piccola (fase larvale) è xilofaga, cioè si nutre di legno scavando gallerie nei tronchi degli alberi morenti o malandati. Da adulta, invece, ha un’unica missione: riprodursi. E lo fa nelle giornate di sole, da fine giugno, quando la puoi vedere passeggiare sui tronchi di faggio o sulle cataste di legno.

Giorno 2: Campigna → Borbotto

Sveglia tranquilla, salita ai Fangacci con calma (in compagnia delle formiche rufe – ci sono dei nidi giganteschi lungo il Sentiero Natura!). Poi discesa al Borbotto, pranzo al Rifugio Borbotto o a Castagno, bagnetto a Calabuia e rientro a casa: PERFETTO ❤️

🥾 8,5 km x 450 m D+

Il nido della Formica rufa (la formica rossa dei boschi) è un grande cumulo a cupola, che può arrivare anche a 2 metri di altezza. È fatto di aghi di pino, piccoli rami, terra e materiale vegetale accumulato. Da fuori sembra solo un mucchio di aghi… ma dentro è un condominio brulicante che può ospitare da mezzo milione ad alcuni milioni di individui!
Questo cumulo serve a proteggere le camere sotterranee dal freddo e a catturare i raggi del sole, così la colonia rimane calda e attiva. Sotto la superficie, infatti, c’è la parte più importante del nido: una rete di gallerie e camere che può ospitare centinaia di migliaia di formiche. Una città vera e propria.
La Formica rufa è una specie fondamentale per il bosco:

  • regola le popolazioni di altri insetti dannosi per gli alberi, è stato calcolato che le operaie in un giorno catturano anche 4000 coleotteri e 50000 insetti
  • contribuisce alla salute della foresta,
  • produce acido formico per difendersi,
  • e costruisce nidi così grandi da essere visibili anche da lontano.

In alcune zone delle Alpi e degli Appennini questi nidi vengono addirittura monitorati e protetti, perché la specie è considerata un indicatore di boschi sani.

Niente vi vieta di farla in un giorno… o in tre, dormendo allo Chalet La Burraia 💪🏻

Qui trovate la traccia su wikiloc!

Buon giro…e fatemi sapere!

9 giorni in Val Senales e dintorni: escursioni, consigli e meraviglie della valle

9 giorni in Val Senales e dintorni: escursioni, consigli e meraviglie della valle

Ah già… ho un blog. E quale momento migliore per ricominciare a scrivere se non per raccontarvi — brevemente, giuro — le mie ferie in Val Senales?

Prima cosa: scordatevi la valle piena di gente e di italiani. Per ora ce ne sono pochi, pochissimi. Seconda cosa: scordatevi le escursioni leggere…perché qui la valle è ritta ritta! Ma, come dico sempre: se si cammina tanto, si può mangiare anche tanto, no?

E a proposito di mangiare: scordatevi l’olio. Qui si vive di burro, formaggi, uova… e io, da vegetariana, ne ho fatto tale scorta che ora non voglio rivederli per qualche giorno.

I boschi qui sono molto diversi dai nostri: larici altissimi, bellissimi, in alcuni casi vecchissimi, e pini cembri (cirmoli) che si riconoscono subito perché hanno cinque aghi. La valle è un susseguirsi di cascate, laghi alpini, ponti sospesi, e i sentieri sono tenuti benissimo, segnati alla perfezione e soprattutto puliti.

Piccolo promemoria di educazione ambientale: portate via i fazzoletti dopo aver fatto pipì e non fate il bagno nei laghi alpini. Sono ecosistemi fragilissimi e basta pochissimo per rovinarli.

🍰 Dolci, sciroppi e meraviglie locali

Le torte sono ovunque, gli strudel sono uno spettacolo, e troverete anche tante torte al grano saraceno. Da provare assolutamente il Kaiserschmarrn, la famosa frittata dolce con salsa di mirtilli.

Nei menù compaiono spesso i “succhi”, che in realtà sono sciroppi diluiti con acqua naturale o frizzante. Sono molto dolci, ma io ho adorato quello al cirmolo e quello zenzero e limone della Malga Lafetz.

Una cosa particolare che ho visto lungo un paio di sentieri sono le bancarelle di prodotti tipici senza venditore: marmellate, sciroppi, succhi, tutto lasciato lì con una cassettina per i soldi. Un sistema basato sulla fiducia che qui funziona… a Firenze durerebbe cinque minuti!

🌟 Le mie prime volte in Valle

  • Ho visto l’aquila reale, sulle cime ci ha volato vicino più volte
  • Ho visto dei ghiacciai, purtroppo in condizioni non proprio felici. Un promemoria potente di quanto la montagna stia cambiando.
  • Ho provato a tirare con l’arco. E niente… non so bona!

🏡 Dove abbiamo alloggiato

Abbiamo dormito in un maso del XII secolo, il Maso Marchegghof, a Maso Corto, a 1800 metri. Camera in legno, vista sulle montagne ogni mattina, la stalla a due passi…e Helene e Angelika, due padrone di casa incredibili, che rendono il soggiorno ancora più speciale.

🍽️ Dove abbiamo mangiato

Per cena siamo stati quasi sempre a Certosa, al Grüner: prezzi onesti, piatti buonissimi, atmosfera perfetta dopo una giornata di cammino.

🥾 Qui di seguito le escursioni che abbiamo fatto…

Se cliccate sul nome dell’escursione vi rimanda a Wikiloc, dove trovate una breve descrizione, qualche foto in più e la traccia GPS.

Giorno 1 — Giro del Lago di Vernago

6,65 km · 86 m D+ L’escursione più tranquilla.

Giorno 2 — Maso Corto → Giogo Tasca → Malga Bergl

15 km · 1000 m D+ I laghi alpini più belli.

Giorno 3 — Rogge di Lagundo e Forst

12,5 km · 180 m D+ Meleti e vigneti ovunque e… birretta finale.

Giorno 4 — Vorderkaser → Rifugio Petrarca (a/r)

23,5 km · 1180 m D+ Uno dei giri più belli, anche se non è un anello.

Giorno 5 — Rablà → Naturno (Alta Via di Merano + Gole dei 1000 gradini)

21 km · 1200 m D+ Il giro più vario, senza prendere la funivia

Giorno 6 — Maso Corto → Giogo del Diavolo → Hintereis → Rifugio Bellavista (Giro della Vedretta)

16,7 km · 1270 m D+ La cresta meravigliosa, il resto no.

Giorno 7 — Madonna di Senales → Malga Lafetz → Mastaun

10 km · 770 m D+ Le malghe più buone.

Giorno 8 — Alla ricerca di Ötzi

18,4 km · 1500 m D+ La più ritta e la più tecnica.

Giorno 9 — Sentiero dell’acqua di Ciardes + Castello Juval

8,7 km · 300 m D+ Acqua e Messner.

💛 Un grazie speciale ai miei amici e compagni di viaggio: Helga, Silvia e Adriano. Camminare insieme rende ogni salita più leggera, ogni panorama più bello, ogni risata più piena di lacrime, ogni canederlo e strudel più buono!

Alla prossima avventura…

Il Sentiero dell’Armonia a Raggiolo

Il Sentiero dell’Armonia a Raggiolo

Immagine presa dalla pagina Facebook Tipografare
Palo per impalamento


https://www.facebook.com/reel/849875273617715

http://www.giovannuzzilegno.it/

La Camminata del Perugino

La Camminata del Perugino