Siete al primo cammino? Cercate qualcosa di semplice, abbastanza ben collegato con i mezzi e perfetto per l’autunno?
Il Cammino di San Bartolomeo è quello giusto!
Viene proposto in cinque tappe, ma – come spesso mi succede – io l’ho percorso in due giorni.
Sono partita da Pistoia, lasciando la macchina al parcheggio Cavallotti (gratuito). In dieci minuti ho raggiunto la stazione centrale e da lì ho preso il bus per Abetone delle 6.41, punto di partenza del mio cammino (il percorso ufficiale parte da Fiumalbo, meno comodo da raggiungere).
Come sempre, la mia organizzazione è stata… relativa. La guida di Andrea Cuminatto l’ho letta direttamente sul bus, e lì ho trovato una parte che mi ha colpita: il cammino è gestito “non da enti, ma da persone. Gente che ama la montagna sulla quale ha vissuto da sempre e che, volendo continuare a vederla pulsante di vita, si è rimboccata le maniche per far nascere e crescere questo progetto… tutti i volontari che dedicano il proprio tempo per far sì che ogni pellegrino viva un’esperienza che gli resterà nel cuore”. All’inizio non avevo capito fino in fondo queste parole. Poi sono arrivati i due giorni di cammino… e ho capito tutto.
Ho fatto tanti cammini negli anni, ma mai ho incontrato volontari così: persone che fanno di tutto per aiutarti. Li ho avvisati all’ultimo del mio arrivo (scarsa organizzazione, di nuovo) e mi hanno fatto trovare la credenziale; ho sbagliato strada seguendo una traccia sbagliata (scarsa organizzazione, parte 2) e Simone è stato al telefono con me un sacco; poi Andrea, Pia… e tanti altri, tutti gentili e super disponibili. Fate questo cammino anche solo per loro.

Perché il Cammino di San Bartolomeo è quello giusto per voi
Dopo la premessa doverosa, arriviamo alle informazioni pratiche: quelle che, secondo me, vi convinceranno che questo cammino è perfetto per chi vuole iniziare, per chi cerca qualcosa di semplice, ben segnato e ricco di paesini, storia e persone.
- Il percorso è ben segnato in giallo (scaricate comunque le tracce giuste dalla pagina ufficiale).
- Avrete una credenziale: in molte frazioni troverete dei piccoli totem con cassetti da aprire per timbrarla. Ogni frazione ha il suo timbro.
- Il cammino (in totale da Fiumalbo a Pistoia) è lungo circa 86 km con 2700 m d+: non ci sono grandi salite, tranne quella per raggiungere Piteglio, la più impegnativa.

Si parte (o perlomeno io sono partita) dalle piramidi settecentesche volute da Pietro Leopoldo e Francesco III per segnare il confine tra Granducato di Toscana e Ducato di Modena, e dalle bellissime abetine di Abetone, dove vive la formica rufa con i suoi nidi giganti. Da qui si scende attraverso una serie di piccole frazioni, alternando asfalto tranquillo e sentieri. Ve ne cito alcune, perché meritano davvero.
- Bicchiere. Città natale di Gigetto del Bicchiere (solo il nome mi ha fatto ridere), poeta della montagna vissuto tra 1841 e 1930. Poco acculturato, ma con una poesia nel cuore che incantava i salotti dell’epoca.
- Rivoreta. Il paese del Museo Vivente, alle pendici del Libro Aperto. Un museo etnografico dedicato agli antichi mestieri dell’Appennino, nato negli anni ’70. Taglio del bosco, lana, oggetti quotidiani: un tuffo nella vita di un tempo.
- Sentiero degli Albinelli. Ponticini di legno, torrentini, affluenti della Lima: una delle parti che mi è piaciuta di più.
- Cutigliano. Una delle chicche del cammino (e uno dei pochi posti dove trovare da mangiare!). Vicoli, vecchie insegne, Palazzo dei Capitani con gli stemmi, la loggia, la piazzetta e la chiesa di San Bartolomeo. C’è anche un punto selfie dove “ci si deve baciare”: io, per non rischiare, ho baciato lo zaino.
- Mammiano e il ponte sospeso delle Ferriere. Io volevo passare dalle torri di Popiglio…invece no: frana – sentiero non praticabile. La deviazione porta al ponte sospeso di 212,4 metri. Se avete vertigini… auguri.
- Popiglio. Chiesa meravigliosa e possibilità di mangiare. Qui c’è la Fontana di Bartali, che vi darà la forza per affrontare la salita più dura. Prima però c’è la discesa fino al ponte di Castruccio, che mi sono trovata davanti all’improvviso. Poi la salita più irta del cammino (a mio avviso), piena di moscerini suicidi negli occhi: periodo sbagliato.
- Piteglio: M E R A V I G L I O S O. Scorci, case in pietra, silenzio, buio. Di notte non ci sono molte luci… e neanche un posto dove cenare. Ho dormito nella foresteria accanto alla chiesa e mi ero portata la cena da casa.















Sono partita prima dell’alba e, per la prima volta in vita mia, ho fatto un tratto nel bosco al buio da sola. È stato rilassante, bello, zero paura. Concedetevi sempre un’alba in cammino.
- Prataccio e Prunetta. Li conosco bene per lavoro (Oasi Dynamo), ma alcune parti non le avevo mai viste. Incontrerete le sorgenti del Reno e…Prunetta ha un sacco di foto in bianco e nero che mostrano com’era il paese un tempo: bellissimo. Qui trovate bar per colazione e cibo.
- Le Piastre. Finalmente ho visto da vicino la fontana del Campari: ne furono costruite 30 per pubblicità, oggi ne restano solo 3. Ultimo avamposto per mangiare: da qui a Pistoia non ho trovato più nulla.
- Ghiacciaia della Madonnina e Pontepetri. Io ho sbagliato strada (scarsa organizzazione, parte 3), ma il percorso passa da qui.
- Spedaletto. Piccolo borgo carino, con la Chiesa dedicata a San Bartolomeo (da Fiumalbo, le Chiese a lui dedicate lungo tutto il percorso sono 4)
- Limentra. La parte più bella di tutte: costeggiare il torrente in faggeta, in salita ma così piacevole che non te ne accorgi. Io pensavo fosse l’ultima salita (colpa della traccia sbagliata), quindi me la sono goduta ancora di più.
- La discesa finale. Ripida, con tante piccole frazioni senza bar, tra cui Baggio. Poi l’inaspettata salita per Lupicciano. E infine l’asfalto, come sempre quando si entra in città.
- Arrivo: Pistoia, Chiesa di San Bartolomeo











Di solito viene consegnato il Testimonium, la pergamena che certifica il cammino. Io, per la mia scarsa organizzazione, l’ho ricevuto a casa.
Dati tecnici
1ª tappa Abetone → Piteglio 32 km · 1300 m d+ Pernotto: Foresteria di Piteglio
Qui trovi la traccia su Wikiloc
2ª tappa Piteglio → Pistoia 50 km · 1400 m d+
Qui trovi la traccia su Wikiloc
(I miei dislivelli non sono precisissimi: Wikiloc dice una cosa, Locus Map un’altra. Ho fatto una media.)
Se partite da Fiumalbo, aggiungete circa 5 km e 600 m d+
Equipaggiamento
- Zaino 25L Decathlon MH500: non mi ci sono trovata bene (adoro invece il 38L, stessa linea ma molto più comodo).
- Akyra 2: ottime, ma sulle lunghe tratte diventano dure.
Un cammino semplice, bello, accogliente.
Ma soprattutto un cammino fatto di persone: i volontari che, con passione e gentilezza, rendono ogni passo più leggero.
A loro va il mio grazie più grande.
Buon Cammino di San Bartolomeo!